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mercoledì 5 novembre 2014

Osservando lo spettacolo dell'autunno...




L'autunno è la stagione dei colori, del foliage, dei paesaggi da favola... Anche quest'anno la magia si ripete sui monti dell'Appennino Tosco-Emiliano, dove si incontrano Lunigiana, Garfagnana ed Emilia e nasce un paesaggio unico....


Il bosco ci regala scorci indimenticabili...


Non ci rimane che sederci su una panchina...

...e godersi lo spettacolo con chi ti sta vicino!


sabato 1 dicembre 2012

Antiche vie d'Appennino

La "Via Modenese"


In una grigia giornata di autunno inoltrato, quando anche i fungaioli hanno abbandonato i boschi ed è terminata la raccolta delle castagne, avventuratevi lungo il sentiero CAI n. 98 che dal Passo dell'Ospedalaccio porta al paese di Sassalbo.

Il paese di Sassalbo

 Questa antica via lastricata, dove è ancora possibile vedere nel selciato i segni dei carri che la attraversavano in un passato neanche troppo lontano, era detta "Via Modenese" perchè metteva in comunicazione la parte toscana con lo stato Estense con allora capitale Modena.


L'antico selciato
Il Passo dell'Ospedalaccio era un valico attraversato prima della costruzione dell'odierna SS 63 del Cerreto. Qui sorgeva un Hospitale medievale, ma che cadde subito in rovina e da qui il nome di "Ospedalaccio".Se percorriamo il sentiero a scendere, consiglio la partenza dal Passo del Cerreto seguendo il sentiero 00 GEA. Una volta giunti alla strada forestale che porta al passo e scende verso il versante emiliano, si svolta verso sinistra e si seguono le indicazioni per il sentiero 98/A.

Scendendo verso Sassalbo
I muretti a secco


Scendendo di quota, dopo aver attraversato il giovane fiume Rosaro, i cerri di altura lasciano spazio a secolari castagni, che erano vitali per l'economia di Sassalbo.Il sentiero è ora lastricato ed ai lati troviamo una lunga fila di muretti a secco che delimitavano gli appezzamenti di terreno  e impedivano ai ricci delle castagne di disperdersi.







Purtroppo a causa dell'incuria e dell'abbandono della cultura del castagno, minata dalla recente malattia del cinipide, si rischia di perdere questo patrimonio, testimonza del passato delle nostre zone. Si raggiunge Sassalbo in un'ora e mezza di discesa.

Nei pressi del Passo dell'Ospedalaccio


Per maggiori informazioni sul percorso clicca qui!

mercoledì 7 novembre 2012

Filtri di autunno

Bosco di faggi



Nell'epoca degli Iphone e altri strumenti tecnologici marchiati Apple è molto in voga un'applicazione per le fotografie chiamata Instantgram, che consente di applicare alle foto scattate al momento una serie di filitri o decorazioni. Per chi avesse un normale pc o un normale telefonino esistono vari siti su internet che permettono le solite funzioni della nota app.

Sulle pendici del M.te Ventasso
Verso il Grondilice

Prati di Camporaghena


Personalmente ho scelto il sito Pixlr, facile ed intuitivo e mi sono divertito ad applicare i filtri proposti ad alcune foto in tema con la stagione.
I puristi della fotografia storceranno il naso, ma credo che queto tipo di applicazioni consenta di creare interessanti effetti e per chi non ha una reflex con attrezzatura completa, permette di recuperare molte foto che altrimenti sarebbero finite dimenticate in un hard disk.


La Pieve di Offiano


Qui trovate altri siti o programmi per emulare Instantgram, inoltre sono disponibili veri e propri filtri utilizzabili con Gimp e Photoshop. Tirate fuori l'artista che è in voi e buon divertimento!





Castello dell'Aquila con il Pizzo d'Uccello e il Pisanino

martedì 23 ottobre 2012

Una domenica di autunno: da Vinca (m.784) alla Capanna Garnerone (m.1260)



 "Benvenuti nelle Dolomiti delle Apuane" è la scritta che accoglie chi sale a Vinca da Monzone e guardandosi attorni sembra proprio di essere in Trentino con le pallide e rocciose creste che sovrastano il piccolo paese.
Sono molteplici le escursioni che partono dall'abitato per raggiungere le vette, i passi e le foci apuane, ma qui descriviamo la più semplice e classica.





Superiamo il paese e l'edicola votiva della Maestà del Doglio in mezzo al bosco e partiamo dalla fine delle strada strerrata. Da qui saliamo subito alla nostra sinistra in mezzo ad un castagneto con alberi secolari e seguiamo i segni CAI. Usciamo dal bosco e subito ci presentano bellissimi scorci sul Monte Sagro e sul Pizzo d'Uccello verso la Foce del Giovo. Il sentiero n153 continua in costante salita, ma senza eccessivi strappi e in un'ora arriviamo alla Capanna Garnerone.


Questo rifugio che sorge nel bel mezzo di una pineta, è gestito dal CAI di Carrara, che costudisce anche le chiavi quindi non è aperto al pubblico. Nel suo perimetro però troviamo comodi tavoli in legno, un barbecue e una fonte di acqua fresca.

Il M.te Sagro salendo a Capanna Garnerone












Verso il Pizzo d'Uccello e Cresta Nattapiana






















A 10 minuti di cammino all'ombra di abeti che ci fanno ricordare veramente i boschi alpini, troviamo Foce Rasori, da dove si gode una bellissima vista verso il mare e la costa di Massa, ci si sente sovrastati dall'imponente profilo del Monte Grondilice ed possibile ammirare altre famose vette delle Alpi Apuane come la Pania della Croce, la Tambura, il Monte Cavallo e il Sagro.

Il famoso paleo apuano
















Da Foce Rasori verso il Grondilice
  Per il ritorno possiamo scegliere il solito sentiero oppure le varie vie alternative che ci riportano a Vinca. Consiglio l'escursione in una bella giornata di autunno, quando le foglie degli alberi iniziano a tingersi di giallo, quando è possibile raccogliere castagne lungo il sentiero e se sarete fortunati, potreste trovare anche qualche goloso fungo!

Tramonto di autunno da Vinca verso la Rocca di Tenerano

Trovate maggiori informazioni e la traccia gps del percorso qui!

martedì 9 ottobre 2012

Safari fungo-fotografico

Il nostro terreno di "caccia"


In un normale sabato pomeriggio di Ottobre tre appassionati fotografi si ritrovano per andare a scattare qualche foto, tema "L'Autunno". Confidando nel calendario si recano sopra i mille metri per immortalare i faggi che in questo periodo dovrebbero avere una veste molto colorata e suggestiva.
Putroppo non hanno fatto i conti con le estati prolungati di questo scorcio di secolo e i solo qualche foglia ha iniziato ad assumere tonalità dal giallo all'arancione...

Cosa spunta dalle foglie?



Famiglia di funghetti su un tronco































 

In compenso il sottobosco è ricco di coreografici funghi che diventano subito l'oggetto dell'attenzione dei tre fotoamatori.

Primo piano



Una colorata aminita muscaria


Commestibile o no?


Dopo avere immortalato diversi esemplari curiosi e colorati, la nosta attenzione viene attirata da alcuni più interessanti anche dal punto di visa gastronomico. Come potete capire da questo momento le foto passano in secondo piano....

La faccenda inizia a farsi interessante...

Boletus edulis o porcino
 
Infine un appello a tutti i fungaioli: il fatto che alcuni tipi di funghi non siano buoni da mangiare non significa che non siano meno belli o che non abbiano nessuna funziona nell'ecosistema del sottobosco. Quindi non rompeteli inutilmente. Posso capire di cogliere per errore un fungo che sembra buono e quindi buttarlo, ma se credete che i funghi rossi a pallini bianchi, in stile casa dei puffi, possano essere porcini, allora andate a cercare i funghi al supermercato che è il vostro posto!

Un bel gruppetto...