martedì 13 settembre 2011

Alpe di Succiso (m.2017)

 L'Alpe di Succiso con i suoi 2017 metri è una delle vette più alte dell'Appennino Settentrionale e domina il tratto fra il Passo del Lagastrello e il Passo del Cerreto. Per arrivare alla sua cima si possono percorre vari itinerari tutti molto belli, con poche difficoltà alpinistiche, ma che richiedono una buona preparazione fisica per il dislivello in salita e in discesa.


Geode che segna la cima dell'Alpe di Succiso

Ometto di sassi in vetta con sullo sfondo il Monte Casarola e il Monte Cusna

 

Si può partire dal Passo della Scalucchia, al confine fra le provincie di Parma e Reggio, raggiungibile da Collagna e Vallisnera e seguire il sentiero n. 667 che conduce fino alla cima del Monte Casarola, una sorta di anticima dell'Alpe, indi dall'omonima Sella si giunge in 30 min alla vetta, godendo del bellissimo scenario dei monti circostanti e dei circhi glaciali della zona.



Le Sorgenti del Secchia viste dalla Sella di Casarola

 

Il Monte Ventasso visto dalle pendici dell'Alpe di Succiso

Altro punto di partenza è il Passo di Pietratagliata che si può raggiungere seguendo il sentiero 00-GEA dal Passo del Cerreto fino alle Sorgenti del Secchia. Una volta arrivati al passo si prosegue verso destra e superata una breve fune metallica (possibilità di aggiramento con un sentierino) in circa un'oretta si arriva a destinazione. Altro punto di partenza è il paese di Succiso Nuovo e percorrendo il sentiero n.665 si arriva in un'ora e mezza al Rif. Rio Pascola e in un'altra ora e mezza si sale sulla cima.


Il versante parmense    
Statuetta votiva sulla cima

Dalle sue pendici nord nasce il fiume Secchia, affluente di destra del Po. L'Alpe di Succiso divide lo spartiacque tra l' alta valle del Secchia e l' Alta Valdenza, della quale domina il panorama. La montagna è interamente parte del Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.
In condizioni di buona visibilità, dalla cima si può ammirare uno splendido panorama cha va dall'alta valle del Secchia fino all'arco alpinio a nord, e sulle Alpi Apuane, golfo di La Spezia, Corsica e Arcipelago Toscano a sud.


Giochi di nuvole

Segni dell'erosione sul versante
Dalla cima verso il Monte Ventasso
















martedì 30 agosto 2011

Malghe di montagna

La bellezza del paesaggio alpino oltre che dalla natura è data anche dal lavoro dell'uomo. I contadini del Tirolo da sempre con il loro lavoro contribuiscono a mantenere verdi e curati gli immensi prati che caratterizzano gli scorci delle vallate.
Fienagione nella Val Campo di Dentro




Paesaggio vicino a Oberstaller (Valle di Villgraten)

Non solo il fondovalle ma anche le alte quote vedono impegnate intere famiglie dedite alla raccolta del fieno. Le malghe di montagna sono nate perchè i comodi pascoli più basso non erano più sufficienti a mantenere le fattorie sempre più numerose.


Malghe a Unterstaller













Unterstaller Alm

Allora durante la bella stagione intere famiglie si trasferivano in piccoli villaggi sopra ai 2000 metri di quota e qui vi restavano durante tutta la bella stagione, pascolando il bestiame e raccogliendo il fieno da usare poi durante il lungo inverno.

Contadino sul Thurnthaler





Valle di Villagraten



 Oggi i mezzi a motore fanno sì che in oche decine di minuti si passi dai paesi alle malghe in quota, ma la cura e la dedizione a questo lavoro sono rimaste immutate. I piccoli villaggi sono ancora lì, a disposizione dei turisti che vogliono passare un week end senza le moderne comodità come facevano i contadini di tutte le valli tirolesi in un passato neanche troppo lontano.

Nei pressi del rifugio Volkzeiner (Valle di Villgraten)