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mercoledì 18 novembre 2015

1915-2015: cento anni dalla Grande Guerra nelle Dolomiti



Il 24 Maggio 1915 l'Italia dichiarò guerra all'Impero Austro-Ungarico e la zona delle Dolomiti divisa fra il Trentino, italiano, e il Tirolo, allora territorio imperiale, si trovò sulla linea del fronte. Un fronte impervio formato da cime, rocce, ghiacciai e valichi dove fino al 1917 i due eserciti furono costretti a combattere.



La guerra doveva durare un'estate invece i soldati passarono ben due inverni lottando contro gli elementi. Ad un secolo di distanza ecco i principali teatri di quella che fu la prima Grande Guerra del XX secolo...


martedì 12 agosto 2014

Joseph "Sepp" Innerkofler




Il fronte dolomitico della Prima Guerra Mondiale vide le imprese di molti uomini valorosi che combatterono in questo difficile scenario, scrivendo pagina indimenticabili nella storia del conflitto e dell'alpinismo. L'eroe pusterese più conosciuto è senza dubbio Joseph Innerkofler, detto Sepp, guida alpina di Sesto, che appena scoppiata la guerra si arruolò volontariamente negli standschuetzen tirolesi per difendere la patria dall'attacco italiano.









Innerkofler formò una sorta di pattuglia volante assieme ad altri volontari con il compito di sorvegliare tutte le cime che sovrastano Sesto, per evitare che queste cadessero in mano nemica mettendo a rischio la sicurezza della vallata. Nei prima giorni del conflitti fece molte salite, aprendo molte nuove vie per evitare di essere sorpreso dagli alpini appostati in alta Val Fiscalina e nella zona del Passo Montecroce di Comelico.


Il M.te Paterno visto dal Rif. Locatelli





Il 4 luglio 1915 i suoi superiori gli ordinarono di salire sul Paterno per controllare i movimenti degli italiani, accampati poco sotto Forcella Lavaredo, nella zona delle Tre Cime. Sepp intuì il rischio della missione perchè sarebbe bastatao un solo alpino sulla cima per cancellare l'intera pattuglia, ma dovette obbedire e si avviò verso la sua ultima ascesa. Gli alpini erano proprio sulla vetta e appena sentirono la cordata che risaliva le pendici del monte furono subito messi in allarme.










Qui la storia si mescola alla leggenda e ancora oggi non si sa come andarono veramente i fatti. La versione italiana, molto romanzata, narra dell'alpino De Luca, che sorprese la pattuglia austriaca durante l'ascesa alla vetta e per fermarli decise di lanciare un grosso sasso colpendo Sepp. Per la versione "quasi ufficiale" invece Innerkofler fu ucciso dal fuoco amico proveniente dalle mitragliatrici della zona sopra l'attuale Rifugio Locatelli. Si dice che nell'incerta luce dell'alba un mitragliere aprì il fuoco appena vide del movimento sulla cima del Paterno, ma sfortuna volle che a cadere, sotto gli occhi del figlio che lo osservava, fu la guida pusterese che precipitò nel camino Hopp. Un' esame sui resti, dopo molti anni, avvalorò questa teoria, tenuta nascosta dagli austriaci.

La zona da cui partirono i colpi che ferirono Innerkofler

Sepp Innerkofler al termine del conflitto fu sepolto nel cimitero della sua Sesto e ancora oggi qui riposa nella tomba di famiglia, guardando le cime della Croda Rossa, di Cima Undici e della Val Fiscalina.


Se volete saperne di più su Sepp Innerkoflere su tutte le vicende belliche della zona vi consiglio il libro La Valanga di Selvapiana di Italo Zandonella Callegher (Ed. Il Corbaccio, 2007) oppure l'ormai introvabile Guerra fra le Tre Cime di Peter Kuebler e Hugo Reider (Athesia, 1990)

lunedì 17 marzo 2014

Una casetta nella neve...




Panorama verso le Dolomiti del Comelico

Chi non vorrebbe abitare in una di queste casette sommersa dalla neve? Malghe, rifugi o masi in questo inverno alpino che verrà ricordato per le abbondanti nevicate

Fienile sommerso dalla neve





















Verso le Tre Cime di Lavaredo


Malga in inverno


Le luci della sera in una Dobbiaco innevata

mercoledì 11 settembre 2013

Dolomia

I Cadini di Misurina
Deve il suo nome a Deodat de Dolomieu, geologo francese che scoprì questa particolare roccia e inventò le Dolomiti, le montagne più belle del mondo. Gli elementi le hanno scolpito e hanno creato queste meraviglie della natura, patrimonio dell'Unesco. Eccole in un bianco e nero che risalta la loro maestosità...


Le Tre Cime viste da Misurina

Croda Rossa d'Ampezzo

Da Forcella Lavaredo

venerdì 2 agosto 2013

Le Tre Cime di Lavaredo

Le Tre Cime dal versante nord
  Le montagne più fotografate, uno dei simboli delle Dolomiti, un posto ricco di storia alpinistica e non, questo sono le Tre Cime di Lavaredo! Raggiungibili dalla strada a pagamento che sale da Misurina al Rif. Auronzo sono meta di migliaia di turisti ogni anno, ma se volete gustarvi il paesaggio senza camminatori improvvisati o stranieri in sandali, basta fare pochi passi e bellissime escursione vi attendono.

Il Rif. Auronzo

La lapide che ricorda Paul Grohmann e lo spigolo giallo

La più classica è l'anello del gruppo montuoso passando dal Rifugio Lavaredo, dove si ferma la maggior parte degli escursionisti domenicali, si raggiunge la Forcella Lavaredo, dove vi attende un panorama da lasciarvi senza fiato. La visione di taglio dei tre colossi di roccia rende questo posto fra i più affascinante delle Dolomiti. Da qui lo sguardo spazia fino alla piana del Rifugio Locatelli, prossima meta, con tutte le principali cime della zona che lo circondano.

Verso i Cadini di Misurina

Il panorama da Forcella Lavaredo

Queste zone sono state teatro dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale, contese fra gli italiani e gli austriaci che si contendevano la forcella e le cime che la sovrastano. Sul M.te Paterno cadde il mitico Sepp Innerkofler, del quale parlerò in un prossimo post. Da Forc. Lavaredo si prosegue per il Rif. Locatelli e da qui si completa l'anello passando per la Lange Alm e di nuovo al Rif. Auronzo.

Il Rif. Locatelli

Molto belle e alpinistiche anche la traversate che dal Rif. Locatelli portano in Val Fiscalina o Val Campo di Dentro in Alta Pusteria oppure la più classica che conduce al Rif. Pian di Cengia e al Rif. Zgismondy- Comici.

I laghetti dell'Alpe dei Piani

giovedì 14 marzo 2013

L'Alta Pusteria in bianco e nero

Panorama di Dobbiaco verso la Val di Landro

Se siete appassionati di fotografia e durante la vostra vacanza nelle Dolomiti il tempo non è dei migliori, non dipserate! Anche in condizioni di luce e colori non ottimali si possono scattare delle suggestive foto in bianco nero..

Cima Undici
Dune di neve
Il lago di Dobbiaco

Se volete ottenere con Gimp un bianco e nero più efficace per le vostre foto digitali, seguite questo tutorial!

Val Campo di Dentro con il Pizzo Mattina

lunedì 21 maggio 2012

Le malghe di Sesto

Salendo alle malghe nel nevoso inverno 2009
Lungo le prime pendici della cresta carnica, sotto le vette del Monte Elmo, del Monte Arnese e del Col Quaternà troviamo una serie di alpeggi tutti con splendida vista sulle Dolomiti di Sesto.  Per accedervi possiamo salire da Moso oppure per il più comodo Passo Montecroce di Comelico, seguendo comode strade forestali ben segnate che in inverno sono piste battute per lo slittino e per lo sci di fondo, per le racchette da neve, ma anche comodi sentieri per chi ha solo un semplice paio di scarponi, mentre in estate sono il regno di famiglie di camminatori e di qualche bikers.

La strada che unisce Nemes a Klammbach

La prima malga che troviamo salendo da Sesto è la Malga Klammbach, dalla quale si possono intravedere anche le Tre Cime di Lavaredo. Ottima cucina e piatti tipici nel loro ristoro

La Klammbach Alm

Le 3 Cime da Klammbach

Per raggiungere la vicina Alpe di Nemes possiamo seguire il sentiero che le unisce lungo il limite della vegetazione oppure ridiscendere e seguire la comoda strada forestale che attarversa un'incantevole valletta.
Anche questo alpeggio è inserito in uno spettacolare scenario con scorci sulla vicina Croda Rossa di Sesto, sul Monte Popera e sui numerosi pinnacoli di roccia che lo circondano. Anche qui ottima cucina locale nel rifiugio, dove il simpatico gestore è solito intrattenere i suoi ospiti fra un piatto e l'altro con improvvisati concerti di fisarmonica.

Malga Nemen verso il Col Quaternà
Le Dolomiti e ill Rifugio Nemes














Il gestore della malga






Oltre il confine regionale, troviamo invece la Malga Coltrondo, punto di partenza per le escursioni sul Col Quaternà, il "Cervino di Sesto" per la sua forma aguzza. Durante la stagione estiva rivendita di formaggi e burro.
Col Quaternà

Se siete camminatori allenati per la stagione estiva suggerisco una bellissima attraversata con partenza dalla stazione a monte della funivia del Monte Elmo, tappa alla Malga Klammbach o all'Alpe di Nemes e discesa al Passo di Montecroce, rientro in autobus. Altrimenti, per tutte le stagioni, optate per il classico giro con partenza dallo stesso valico e tappa nelle malghe che più vi attraggono. In tutti i modi cascate bene....

La chiesetta sopra al Passo Montecroce di Comelico

venerdì 20 aprile 2012

Strudelkopf! (Monte Specie m.2307)

Panorama a 180° dalla cima

Il Monte Specie è una panoromica altura facilmente raggiungibile da Prato Piazza sia in estate salendo fra i verdi pascoli, sia in inverno camminando sulle immacolate distese di neve con l'aiuto delle racchette da neve.

Le cime delle Tofane




In tedesco è detto Strudelkpof, letteralmente "testa di strudel" e osservandolo bene la sua forma richiama un po' il tipico dolce con le mele...









Salita verso la cima del M.te Specie


Dal Rif. Vallandro inizia la salita e salendo la vista si apre con splendide vedute sul vicino Monte Cristallo e sulle Tofane. Giunti alla croce di vetta la nostra vista può spaziare a 360 gradi su buona parte delle cime delle Dolomiti Settrionali, sulle vicine alpi austriache.








Da qui possiamo anche ammirare le Tre Cime di Lavaredo da un'insolita prospettiva, che vale la breve fatica della salita.

Le Tre Cime di Lavaredo viste dalla vetta

lunedì 12 marzo 2012

Prato Piazza in inverno

Prato Piazza, panorama da est

 Prato Piazza è un vasto altopiano a 2000 metri, racchiuso fra la Croda Rossa d'Ampezzo (Hohe Gaisl, in pusterese) e il Picco di Vallandro (Dürrestein). E' un vero e proprio paradiso per gli amanti degli sport invernali diversi dallo sci alpino: qui infatti troviamo chilometri di piste per lo sci di fondo, ottimamente innevate e battute fino ad aprile inoltrato, si possono compiere varie escursioni di diverse difficoltà con le racchette da neve e anche gli amanti dello sci alpismo trovano molti percorsi adatti a loro.

La "Hohe Gaisl"
Attività a Prato Piazza..

Nella sua versione estiva è stato reso celebre dalla fiction "Un passo dal cielo", perchè in una baita , Malga Prato Piazza (chiuso in inverno, ma ottimo strudel in estate!), abitava un collega di Terence Hill. Troviamo anche altri punti di appoggio come il Rifugio Prato Piazza (anche qui ottima cucina!) e il bell'albergo Hohe Gaisl. Ai margini orientali dell'altopiano invece sorge il Rifugio Vallandro vicino alle rovine dell'omonimo forte austriaco, costruito nel primo conflitto mondiale come sbarramento ad una eventuale incursione verso la Val Pusteria.

Il M.te Cristallo e il Rif. Vallandro

 
Il Forte Vallandro con il M.te Cristallo sullo sfond


Prato Piazza è affascinante sia in inverno che in estate e per raggiungere questo posto unico esistono molteplici soluzioni. Consigliamo di salire a piedi da Carbonin, in Val di Landro (2 ore su comoda carrareccia militare) oppure con uno dei numerosi sentieri che salgono dalle tante vallette laterali. Per i più pigri è possibile salire con la propria auto da Ponticello, nella Valle di Braies, fino alle ore 10 del mattino (dopo servizio navetta).







In ogni modo decidiate di salire, consiglio la comoda passeggiata che attraversa l'altopiano per ammirare lo splendido panorama sul Monte Cristallo oppure la poco faticosa escursione fino al Monte Specie (m.2307), a cui dedicherò un prossimo post.

Panorama da ovest con le piste per lo sci di fondo

martedì 20 settembre 2011

Thurntaler (m.2408)

Poco dopo il confine di stato arriviamo a Sillian, località turistica dell'Ost Tirol austriaco, sovrastata dal Thurntaler. Raggiungere la cima di questa montagna è molto più facile di quanto si pensi, poichè gran parte della salita è evitabile usufruendo della non proprio economica ovovia che risale dal paese oppure raggiungendo il rifugio Thurntaler Rast (ottima cucina!) attreverso una comoda strada carozzabile che inizia a Innervillgraten.


Le vette sopra la Valle di Villgraten

Le Dolomiti di Sesto





In entrambi i modi partiamo da quota 2000 metri e ci troviamo subito in un'ampi area escursionistica con sentieri facili e poco faticosi. Ci sono parecchi percorsi circolari da scegliere tutti in mezzo a pascoli di alta quota e con vista sulle Dolomiti di Sesto, sulle Lienzer Dolomiten e sugli Alti Tauri nel versante Nord.


Il Thurntaler See


Verso gli Alti Tauri

















Consiglio il percorso che arriva fino alla Jugend Kreuz (Croce della Gioventù) a picco sul confine con l'Italia, e in mezzo a numerosi laghetti alpini. Per chiudere il nostro anello seguiamo le numerose indicazioni presente sul percorso e torniamo al punto di partenza passando per la cima.

Un laghetto nei pressi della Jugend Kreuz



Croda Rossa, Cima Undici e Croda dei Toni visti dal Thurntaler