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giovedì 27 giugno 2013

Monte Alto (m. 1904)


Dalla cima verso il M.te La Nuda


Monte Alto è una panoramica cima nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, dalla quale è possibile dominare tutta la zona del Passo del Passo del Cerreto, l'Alta Val Secchia e la vallata di Comano.









Dal grande prato delle Sorgenti del Secchia, seguiamo il sentiero 00 GEA che ci porta in 20 minuti al Passo di Pietratagliata. Da qui manteniamo la sinistra seguiamo il sentierino che passando poco sotto il crinale ci porta in 40 minuti alla vetta. Il percorso non presenta particolari difficoltà ma richiede comunque passo sicuro e una minima esperienza di montagna.

Ruscello di montagna


















Salendo al Passo di Pietratagliata

Poco prima della vetta...

Il panorama dalla cima spazia a 360° con una bella vista sul crinale appenninico che corre verso nord-ovest, il versante ovest dell'Alpe di Succiso, le maggiori cime dell'Appennino dal Monte Cusna al Monte La Nuda, fino ad arrivare al mare con il golfo di Spezia.

L'Alpe di Succiso

Il crinale dalla vetta

domenica 23 settembre 2012

Monte Ventasso (m.1727)

Il Monte Ventasso domina l'Alta Valle del Secchia e nonostante l'aspetto di imponente piramide, la sua cima è facilmente raggiungibile con una bella escursione circolare.

La cresta del Ventasso

Punto di partenza è la località sciistica di Ventasso Laghi, dalla quale raggiungiamo il pittoresco Lago Calamone in 10 minuti di cammino su comoda carrareccia. Questo specchio d'acqua è di origine glaciale e alimentato da tre sorgenti naturali. I boschi di faggio e di confiere che lo circondano lo rendono un ottimo soggetto per gli amanti della fotografia, specialmente durante i mesi autunnali.


Il Lago Calamone

Dal lago seguiamo le indicazioni per il Santuario S.Maria Maddalena, che si raggiunge in un'ora di camminata in mezzo al bosco, seguendo il sentiero n.. L'edificio religioso, probabilmente un antico eremo è meta di pellegrinaggio alla fine di Luglio dai vicini paesi di Busana e Cervarezza. Alcune stanza sono state riadattate come bivacco alpino sempre aperto con stufa e camino.

Il Bivacco S.Maria Maddalena

Da qui inizia la parte più faticosa dell'escursione, poichè si svolta sul sentiero n.633 che sale lungo i balzi rocciosi del monte, offrendo viste molto aeree e panorami su tutta la vallata fino alla Pietra di Bismantova.

Brughiere di erica nei pressi della vetta


I primi segni dell'autunno...


Dopo 45 minuti di salita arriviamo alla vetta dalla quale possiamo ammirare le più importanti cime dell'Appennino Tosco-Emiliano dal M.te Cusna al M.te Marmagna. Dopo esserci goduti il panorama e aver firmato il libro di vetta, scendiamo per il sentiero che in meno di un'ora ci riporta sulle sponde del Lago Calamone, nei pressi del Rifugio Vetusta.

Lungo le rive del lago

martedì 14 agosto 2012

Monte La Nuda (m.1893)

La vetta 
Il termine La Nuda ha una origine incerta, anche se presumibile. Dal lato emiliano, il monte veniva denominato in passato utilizzando i toponimi Alpe delle Pielle o Nuda delle Pielle, a causa della folta presenza di abeti bianchi sui suoi versanti settentrionali. L'attuale denominazione potrebbe essere stata imposta dai topografi che hanno preso il comune detto locale utilizzato per tutti i pascoli sopra il limite del bosco: in t'la nudda, Dal lato lunigianese, vi è invece la tradizione dialettale di attribuire la locuzione an'tla Nuda alla parte più elevata delle montagne appenniniche, ad indicare la montagna brulla, senza alberi e pertanto spoglia.


Il crinale dell'Appennino Tosco-Emiliano da Pradarena fino all'Abetone

La vetta del monte è contraddistinta da una vecchia stazione radio degli anni '20 che metteva in comunicazione l'arsenale di La Spezia con la pianura padana.



Le Alpi Apuane
Se vi trovate in zona in un limpido pomeriggio di fine estate potete salire su questa facile cima seguendo due percorsi. Seguire il sentiero 00 GEA dalla Loc. Belvedere fino al Bivacco Rosario, salire alla Foce del Gendarme e  da qui seguire il sentierino fino alla vetta oppure prendendo la seggiovia che parte da Cerreto Laghi e arriva al Rifugio La Piella, quindi seguendo la strada sterrata che sale per le piste si trova sulla destra una deviazione che conduce alla cima.



Escursionisti sul Gendarme

Da qua possiamo osservare il versante nord della catena delle Alpi Apuane, buona parte dell'Appennino Tosco-Emiliano con le vette del M.te Cusna , del M.te Prado e del M.te Cimone e la Pietra di Bismantova verso la pianura. Nelle giornate più limpide si possono scorgere la Corsica e le Alpi. Per affrontare questi itinerari in inverno consiglio l'uso di ramponi da ghiaccio.


Da sopra il Vallone dell'Inferno verso l'Alpe di Succiso e il Ventasso


Se volete maggiori informazioni su questo itinerario e su altri presenti qui nel blog, vi suggerisco la guida turistica ed escursionistica "Passeggiate ed escursioni a Fivizzano e dintorni", pubblicata dal CAI di Fivizzano. Cliccate tutti qui!

venerdì 6 aprile 2012

Crocus


"Dolce il silenzio
sopra la pieve
cammino nel prato
fra i bucaneve
e primavera arriverà
con una collana di rose
promessa d'estate
gemma d'inverno"
    (Modena City Ramblers, I prati di Bismantova)




I crocus, detti anche bucaneve annunciano la fine dell'inverno (che quest'anno è stato spesso assente..) sui nostri monti. I prati dell'Appennino con ancora qualche chiazza di neve si coprono di questi piccoli fiori con sfumature viola o rosa che permettono di scattare alcune suggestive foto in attesa del ritorno del verde della bella stagione.








  






Sullo sfondo l'Alpe di Succiso e il M.te Casarola








Verso M.te Alto


Buona Pasqua a tutti i lettori!

lunedì 26 marzo 2012

Una nevicata al Lago Pranda

Nei pressi del Lago Pranda

 Se in un giorno d'inverno, magari durante una fitta nevicata, vi trovate a Cerreto Laghi e gli impianti sciistici sono chiusi, non disperate, esiste un modo alternativo per salvare la giornata! Andate in un uno dei numerosi noleggi di sci e chiedete un paio di racchette da neve.

Casette in mezzo al bosco


Il percorso migliore per questo tipo di attività è la strada forestale che porta al Lago Pranda (imbocco a sinistra poco dopo il Campeggio Rio Bianco). Attraverso un bosco di faggi, circondati dal candore della neve e dal silenzio del bosco arriviamo al laghetto, che durante la stagione fredda si presenta come un distesa di ghiaccio. Qui possiamo decidere se compiere il periplo dello specchio d'acqua oppure risalire verso Cerreto Laghi. Il percoso è anche un pista per lo sci di fondo.Camminare sotto i fiocchi di neve in una giornata dove non si incontra anima viva  rappresenta un'esperienza unica per gli amanti della montagna e della natura ed è anche rara viverla a pochi chilometri da casa.

Il bosco in inverno







Il lago ghiacciato
















Tutto questo conduce ad una riflessione. Davvero lo sci alpino è l'unica risorsa turistica durante l'inverno? Proprio lo sci alpino che sta perdendo colpi a causa del momento di crisi generale, che non aiuta certo chi deve comprarsi il materiale, che non è aiutato dagli ski-pass non propriamente economici e alle prese con innevamenti irregolari che non permettono sempre un manto perfetto. Lo stesso che porta un tipo di turismo che vede la montagna come un parco giochi, ignorando spesso le sue severe regole. Purtroppo chi ha costruito i tristi palazzoni durante gli anni '60 era abbagliato dai facili guadagni che allora si prospettavano. Ma oggi, considerando anche siamo all'interno di un Parco Naturale Nazionale, non sarebbe ora di rivalutare e  puntare su attività più "slow" come l'escursionismo invernale e lo sci nordico? Forse si preserverebbe la zona da future speculazioni di ogni tipo e si valorizzerebbero ulteriormente le eccellenze paesaggistiche ed imprenditoriali che nella zona comunque non mancano...

Un simpatico pupazzo di neve

giovedì 1 marzo 2012

Passo di Pratizzano (m.1241) - Passo della Scalucchia (m.1363)

Il Passo di Pratizzano si trova fra le province di Parma e Reggio Emilia, poco sopra all'abitato di Collagna. E' una conca formatasi nel bacino di un lago oramai interrato, oggi caratterizzata dal bosco di abeti e larici, rari nell'Appennino. Qui vi sorge anche un accogliente rifugio e un centro per lo sci di fondo.

La piana di Pratizzano
La foresta di larici
Piste per il fondo

Vale la pena arrivare qui anche solo per fare l'anello solitamente dedicato allo sci nordico con un paio di ciaspole ai piedi (noleggio al rifugio). Il bosco di conifere e i grandi prati vi faranno credere di essere su un altopiano dolomitico o in un paese del nord.

Panorama verso il M.te Cusna e l'abitato di Valbona


L'Alpe di Succiso e il M.te Casarola
Panorama
Consiglio un' interessante escursione con le ciaspole fino al Passo della Scalucchia. Giungendo da Vallisnera, si segue la strada che inizia alla nostra sinistra poco prima del bivio per il Ventasso. In estate è una panoramica stradina asfaltata in mezzo ai pascoli, mentre in inverno è una pista battuta per l'escursionismo invernale (causa frana nella strada più a valle, può capitare che sia sgombra fino al bivio per Valbona).

Strada di ritorno verso il Passo di Pratizzano












Panorama verso il M.te Cusna
 Il percorso è molto panoramico con la vista che spazia dalla cima del Monte Cusna fino al Monte La Nuda e sui sottostanti paesini dell'Alta Val Secchia. Giungiamo in circa un'ora e mezza al valico dove in estate partono i sentieri verso i 2000 metri dell'Alpe di Succiso e da dove si può scendere all'abitato di Succiso. Il ritorno avviene per la stessa strada con sosta finale al Rifugio Pratizzano.

La pineta e le piste di sci nordico
Riposo degli attrezzi del mestiere..

martedì 13 settembre 2011

Alpe di Succiso (m.2017)

 L'Alpe di Succiso con i suoi 2017 metri è una delle vette più alte dell'Appennino Settentrionale e domina il tratto fra il Passo del Lagastrello e il Passo del Cerreto. Per arrivare alla sua cima si possono percorre vari itinerari tutti molto belli, con poche difficoltà alpinistiche, ma che richiedono una buona preparazione fisica per il dislivello in salita e in discesa.


Geode che segna la cima dell'Alpe di Succiso

Ometto di sassi in vetta con sullo sfondo il Monte Casarola e il Monte Cusna

 

Si può partire dal Passo della Scalucchia, al confine fra le provincie di Parma e Reggio, raggiungibile da Collagna e Vallisnera e seguire il sentiero n. 667 che conduce fino alla cima del Monte Casarola, una sorta di anticima dell'Alpe, indi dall'omonima Sella si giunge in 30 min alla vetta, godendo del bellissimo scenario dei monti circostanti e dei circhi glaciali della zona.



Le Sorgenti del Secchia viste dalla Sella di Casarola

 

Il Monte Ventasso visto dalle pendici dell'Alpe di Succiso

Altro punto di partenza è il Passo di Pietratagliata che si può raggiungere seguendo il sentiero 00-GEA dal Passo del Cerreto fino alle Sorgenti del Secchia. Una volta arrivati al passo si prosegue verso destra e superata una breve fune metallica (possibilità di aggiramento con un sentierino) in circa un'oretta si arriva a destinazione. Altro punto di partenza è il paese di Succiso Nuovo e percorrendo il sentiero n.665 si arriva in un'ora e mezza al Rif. Rio Pascola e in un'altra ora e mezza si sale sulla cima.


Il versante parmense    
Statuetta votiva sulla cima

Dalle sue pendici nord nasce il fiume Secchia, affluente di destra del Po. L'Alpe di Succiso divide lo spartiacque tra l' alta valle del Secchia e l' Alta Valdenza, della quale domina il panorama. La montagna è interamente parte del Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.
In condizioni di buona visibilità, dalla cima si può ammirare uno splendido panorama cha va dall'alta valle del Secchia fino all'arco alpinio a nord, e sulle Alpi Apuane, golfo di La Spezia, Corsica e Arcipelago Toscano a sud.


Giochi di nuvole

Segni dell'erosione sul versante
Dalla cima verso il Monte Ventasso