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mercoledì 18 novembre 2015

1915-2015: cento anni dalla Grande Guerra nelle Dolomiti



Il 24 Maggio 1915 l'Italia dichiarò guerra all'Impero Austro-Ungarico e la zona delle Dolomiti divisa fra il Trentino, italiano, e il Tirolo, allora territorio imperiale, si trovò sulla linea del fronte. Un fronte impervio formato da cime, rocce, ghiacciai e valichi dove fino al 1917 i due eserciti furono costretti a combattere.



La guerra doveva durare un'estate invece i soldati passarono ben due inverni lottando contro gli elementi. Ad un secolo di distanza ecco i principali teatri di quella che fu la prima Grande Guerra del XX secolo...


martedì 19 maggio 2015

Fioriture in Appennino

I prati fioriti verso M.te Alto


Maggio è il mese dei fiori nei prati del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, un'esplosione di colori che rende le passeggiate primaverili ancora più interessanti, specialmente per gli amanti della fotografia.

Giunchiglia


Il fiore tipico è la giunchiglia, il fiore della vita, conosciuto in Lunigiana sin dai tempi antichi e, secondo alcuni studiosi, ispiratore del simbolo del fiore delle Alpi o stella celtica, segno di rinascita, rappresentato su molti portali della zona.








Qualunque sia il suo significato, questo fiore rimane il simbolo del ritorno della Primavera sulle montagne dopo le nevi dell'inverno...

Asafodele

Orchidea dell'Appennino

Gruppo di giunchiglie

venerdì 6 marzo 2015

Un patrimonio a rischio?

Le Alpi Apuane dal versante lunigianese


Le Alpi Apuane sono da sempre conosciute in tutto il mondo per la loro più grande ricchezza: il marmo. Purtroppo l'estrazione, oramai lontana dalla forma romantica  e avventuriera degli inizi del secolo, sta mettendo a rischio la bellezza e l'integrità di questa catena montuosa unica nel suo genere. La mancanza di regole, di controlli severi, leggi che risalgono al XVII secolo, un business non più basato sul blocco di marmo, ma sull'estrazione del carbonato di calcio hanno accelerato l'attività estrattiva e ridotto ambienti di alta montagna a discariche di materiale ferroso.

Il Monte Sagro da Campo Cecina


Come se la situazione non fosse abbastanza grave, sta per essere approvato un nuovo Piano Paesaggistico Regionale dove non solo non si cerca di mettere un freno a questo far west, ma  si concedono ulteriori vantaggi ai signori del marmo.







La presenza delle cave di marmo nelle Alpi Apuane è una peculiarità che le ha rese famose, le fa apprezzare ancora di più e ha creato un importante indotto economico in tutta la zona. Parlare di chiusura totale e indiscriminata è una follia estremista che non pensa ai posti di lavoro e ad un patrimonio manuale e culturale che andrebbe irrimediabilmente perso. Ci si augura nel buon senso di questa classe politica che modifichi, come promesso in fase di presentazione, questo Piano e permetta anche alle generazioni future di godere della bellezza di queste montagne.

Da sin. M.te Pisanino, Il Pizzo d'Ucello e il M.te Sagro con il borgo di Terenzano

sabato 7 febbraio 2015

Ciaspolando in Appennino

Verso M.te Alto, l'Alpe di Succiso e il Casrola dallo Zuccalone

La magia del bosco in inverno



A due passi dalla Lunigiana, il Parco Nazionale dell'Appennino nella zona di Cerreto Laghi offre molti possibilità di effettuare delle facili "ciaspolate" adatte anche a chi mette ai piedi per la prima volta le racchette da neve.

Dal semplice giro del pittoresco Lago Pranda alla passeggiata fino al facile e panoramico cucuzzolo del Monte Zuccalone.

Chi volesse scoprire tutte le possibilità offerte può consultare la mappa escursionistica digitale del Parco oppure scegliere fra uno di questi semplici percorsi.

Buona neve a tutti!

Pausa al tramonto sul Lago Pranda

venerdì 18 aprile 2014

Una strada.. in paradiso!


Il gruppo del Baranci sopra a S.Candido


Quando una strada non porta al paradiso, ma lo attraversa....

Sul M.te Piana verso le Tre Cime di Lavaredo


Nei pressi di Malga Nemes

Dal M.te Piana verso i Cadini, il Sorapiss e il gruppo del Cristallo


BUONA PASQUA A TUTTI I LETTORI DEL BLOG!

lunedì 17 marzo 2014

Una casetta nella neve...




Panorama verso le Dolomiti del Comelico

Chi non vorrebbe abitare in una di queste casette sommersa dalla neve? Malghe, rifugi o masi in questo inverno alpino che verrà ricordato per le abbondanti nevicate

Fienile sommerso dalla neve





















Verso le Tre Cime di Lavaredo


Malga in inverno


Le luci della sera in una Dobbiaco innevata

domenica 6 ottobre 2013

La battaglia di Lago Santo (m. 1507)

Il Rifugio Mariotti

Il Lago Santo parmense si trova a 1507 mslm sopra al Rifugio Lagdei e ad un'ora di cammino dalla vetta del Marmagna. Facilmente raggiungibile a piedi o in seggiovia, sulle sue sponde sorge il Rifugio Mariotti, gestito dal CAI di Parma.

Il Lago dalla sponda nord

Quello che oggi è un pittoresco e tranquillo specchio d'acqua durante la seconda guerra mondiale fu teatro di una feroce battaglia fra i partigiani e i tedeschi. Nel marzo del '44 un manipolo di uomini comandati da Dante Castellucci, detto Facio, figura leggendaria e controversa della Resistenza lunigianese, si nascose all'interno del rifugio in attesa di incontrarsi con un altro gruppo alleato.

Sulla riva ovest

Giunse invece una nutrita schiera di soldati nazifascisti ben armati, mentra i partigiani hanno solo qualche arma leggera. Nonostante tutto questi decidono di trincerarsi nel rifugio e di resistere ai numerosi nemici. Incomincia così una cruenta battaglia che dura dal pomeriggio alla notte del 18 marzo 1944.e anche parte del giorno successivo. Ma Facio e i suoi uomini riescono a resistere fino alla ritirata del nemico che lascia sul campo ben 16 morti e 36 feriti, mentre i partigiani feriti e stremati riescono a fuggire e a continuare la loro Resistenza.
L'episodio contrinuì ad alimentare la leggenda di Facio e una lapide commemorativa sulle parete del rifugio tramanda alle giovani generazioni questo episodio della lotta per la Liberazione.

Un gruppo di cantori narra la vicende della Resistenza in Appennino


giovedì 22 agosto 2013

Un passo dalle nuvole: da La Nuda (m.1893) a Monte Tondo (m.1780)



La Nuda vista da Cima Belfiore

Una delle più belle escursioni della zona parte dalla stazione a monte della seggiovia che da Cerreto Laghi porta sulle pendici del Monte La Nuda. Dal Rifugio Piella saliamo verso la vetta del monte seguendo la strada di servizio delle piste invernali; arrivati all'arrivo a monte del secondo tratto dell'impianto di risalita (aperto solo in inverno) seguiamo la strada che presto diventa un facile sentiero fra le rocce dell'Appennino.

Il sentiero di cresta verso il M.te Cusna

E' possibile compiere una breve deviazione e arrivare sulla vetta della Nuda, seguendo le indicazioni della GEA oppure proseguire verso cima Belfiore prima vetta che si tocca in questo sali e scendi. E' possibile scegliere il sentiero (non segnato ed esposto al vento) che segue perfettamente il crinale oppure il sentiero 00 che passa poco più sotto.

Verso le nuvole...

Il sentiero verso il M.te Cavalbianco


Consiglio l'escursione in una giornata di fine agosto quando i mirtilli sono maturi e in una giornata serena ci sembrerà di camminare ad un passo dalle nuvole bianche che coloreranno il cielo e le vette vicine. In un paio di ore si raggiunge il Rif. Monte Tondo, dove potremmo rifornirci di acqua e riposarci per il ritorno.E' possible fare l'escursione, al contrario, raggiungendo questo rifugio tramite strada sterrata che sale dalla Garfagnana.




Trovate questa e altre escursioni con altimetria, cartografia e descrizione nella guida "Passaeggiate ed escursioni a Fivizzano e dintorni", CAI Fivizzano, 2012

venerdì 2 agosto 2013

Le Tre Cime di Lavaredo

Le Tre Cime dal versante nord
  Le montagne più fotografate, uno dei simboli delle Dolomiti, un posto ricco di storia alpinistica e non, questo sono le Tre Cime di Lavaredo! Raggiungibili dalla strada a pagamento che sale da Misurina al Rif. Auronzo sono meta di migliaia di turisti ogni anno, ma se volete gustarvi il paesaggio senza camminatori improvvisati o stranieri in sandali, basta fare pochi passi e bellissime escursione vi attendono.

Il Rif. Auronzo

La lapide che ricorda Paul Grohmann e lo spigolo giallo

La più classica è l'anello del gruppo montuoso passando dal Rifugio Lavaredo, dove si ferma la maggior parte degli escursionisti domenicali, si raggiunge la Forcella Lavaredo, dove vi attende un panorama da lasciarvi senza fiato. La visione di taglio dei tre colossi di roccia rende questo posto fra i più affascinante delle Dolomiti. Da qui lo sguardo spazia fino alla piana del Rifugio Locatelli, prossima meta, con tutte le principali cime della zona che lo circondano.

Verso i Cadini di Misurina

Il panorama da Forcella Lavaredo

Queste zone sono state teatro dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale, contese fra gli italiani e gli austriaci che si contendevano la forcella e le cime che la sovrastano. Sul M.te Paterno cadde il mitico Sepp Innerkofler, del quale parlerò in un prossimo post. Da Forc. Lavaredo si prosegue per il Rif. Locatelli e da qui si completa l'anello passando per la Lange Alm e di nuovo al Rif. Auronzo.

Il Rif. Locatelli

Molto belle e alpinistiche anche la traversate che dal Rif. Locatelli portano in Val Fiscalina o Val Campo di Dentro in Alta Pusteria oppure la più classica che conduce al Rif. Pian di Cengia e al Rif. Zgismondy- Comici.

I laghetti dell'Alpe dei Piani