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martedì 19 maggio 2015

Fioriture in Appennino

I prati fioriti verso M.te Alto


Maggio è il mese dei fiori nei prati del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, un'esplosione di colori che rende le passeggiate primaverili ancora più interessanti, specialmente per gli amanti della fotografia.

Giunchiglia


Il fiore tipico è la giunchiglia, il fiore della vita, conosciuto in Lunigiana sin dai tempi antichi e, secondo alcuni studiosi, ispiratore del simbolo del fiore delle Alpi o stella celtica, segno di rinascita, rappresentato su molti portali della zona.








Qualunque sia il suo significato, questo fiore rimane il simbolo del ritorno della Primavera sulle montagne dopo le nevi dell'inverno...

Asafodele

Orchidea dell'Appennino

Gruppo di giunchiglie

venerdì 6 marzo 2015

Un patrimonio a rischio?

Le Alpi Apuane dal versante lunigianese


Le Alpi Apuane sono da sempre conosciute in tutto il mondo per la loro più grande ricchezza: il marmo. Purtroppo l'estrazione, oramai lontana dalla forma romantica  e avventuriera degli inizi del secolo, sta mettendo a rischio la bellezza e l'integrità di questa catena montuosa unica nel suo genere. La mancanza di regole, di controlli severi, leggi che risalgono al XVII secolo, un business non più basato sul blocco di marmo, ma sull'estrazione del carbonato di calcio hanno accelerato l'attività estrattiva e ridotto ambienti di alta montagna a discariche di materiale ferroso.

Il Monte Sagro da Campo Cecina


Come se la situazione non fosse abbastanza grave, sta per essere approvato un nuovo Piano Paesaggistico Regionale dove non solo non si cerca di mettere un freno a questo far west, ma  si concedono ulteriori vantaggi ai signori del marmo.







La presenza delle cave di marmo nelle Alpi Apuane è una peculiarità che le ha rese famose, le fa apprezzare ancora di più e ha creato un importante indotto economico in tutta la zona. Parlare di chiusura totale e indiscriminata è una follia estremista che non pensa ai posti di lavoro e ad un patrimonio manuale e culturale che andrebbe irrimediabilmente perso. Ci si augura nel buon senso di questa classe politica che modifichi, come promesso in fase di presentazione, questo Piano e permetta anche alle generazioni future di godere della bellezza di queste montagne.

Da sin. M.te Pisanino, Il Pizzo d'Ucello e il M.te Sagro con il borgo di Terenzano

lunedì 2 dicembre 2013

E' tornata la neve!


Il crinale innevato


In anticipo e insolitamente abbondante per il periodo è tornata la neve sull'Appennino Tosco-Emiliano e sulle Alpi Apuane. Dopo un'autunno piovoso riniziano le ciaspolate e le escursioni in paesaggi da favola...

Le Alpi Apuane










Nei pressi del Passo del Cerreto















Veduta invernale verso il Vallone dell'Inferno

domenica 6 ottobre 2013

La battaglia di Lago Santo (m. 1507)

Il Rifugio Mariotti

Il Lago Santo parmense si trova a 1507 mslm sopra al Rifugio Lagdei e ad un'ora di cammino dalla vetta del Marmagna. Facilmente raggiungibile a piedi o in seggiovia, sulle sue sponde sorge il Rifugio Mariotti, gestito dal CAI di Parma.

Il Lago dalla sponda nord

Quello che oggi è un pittoresco e tranquillo specchio d'acqua durante la seconda guerra mondiale fu teatro di una feroce battaglia fra i partigiani e i tedeschi. Nel marzo del '44 un manipolo di uomini comandati da Dante Castellucci, detto Facio, figura leggendaria e controversa della Resistenza lunigianese, si nascose all'interno del rifugio in attesa di incontrarsi con un altro gruppo alleato.

Sulla riva ovest

Giunse invece una nutrita schiera di soldati nazifascisti ben armati, mentra i partigiani hanno solo qualche arma leggera. Nonostante tutto questi decidono di trincerarsi nel rifugio e di resistere ai numerosi nemici. Incomincia così una cruenta battaglia che dura dal pomeriggio alla notte del 18 marzo 1944.e anche parte del giorno successivo. Ma Facio e i suoi uomini riescono a resistere fino alla ritirata del nemico che lascia sul campo ben 16 morti e 36 feriti, mentre i partigiani feriti e stremati riescono a fuggire e a continuare la loro Resistenza.
L'episodio contrinuì ad alimentare la leggenda di Facio e una lapide commemorativa sulle parete del rifugio tramanda alle giovani generazioni questo episodio della lotta per la Liberazione.

Un gruppo di cantori narra la vicende della Resistenza in Appennino


giovedì 27 giugno 2013

Monte Alto (m. 1904)


Dalla cima verso il M.te La Nuda


Monte Alto è una panoramica cima nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, dalla quale è possibile dominare tutta la zona del Passo del Passo del Cerreto, l'Alta Val Secchia e la vallata di Comano.









Dal grande prato delle Sorgenti del Secchia, seguiamo il sentiero 00 GEA che ci porta in 20 minuti al Passo di Pietratagliata. Da qui manteniamo la sinistra seguiamo il sentierino che passando poco sotto il crinale ci porta in 40 minuti alla vetta. Il percorso non presenta particolari difficoltà ma richiede comunque passo sicuro e una minima esperienza di montagna.

Ruscello di montagna


















Salendo al Passo di Pietratagliata

Poco prima della vetta...

Il panorama dalla cima spazia a 360° con una bella vista sul crinale appenninico che corre verso nord-ovest, il versante ovest dell'Alpe di Succiso, le maggiori cime dell'Appennino dal Monte Cusna al Monte La Nuda, fino ad arrivare al mare con il golfo di Spezia.

L'Alpe di Succiso

Il crinale dalla vetta

mercoledì 29 maggio 2013

Uno strano maggio...

Verso M.te Giogo



La torre di Casa Nardi ad Apella


Dopo un inverno freddo e nevoso, la primavera tarda ad arrivare sulle cime dell'Appennino Tosco-Emiliano.
Ecco le foto di un'eccezionale nevicata che alla fine di maggio ha rimbiancato il crinale come d'inverno. Il bellissimo contrasto fra il bianco della neve e il verde dei boschi rendono molto suggestivi questi scatti, fatti durante un'uscita con il CAI di Fivizzano per la manutenzione al sentiero n.114 dall'Apella al crinale.









Il crinale innevato e il verde dei boschi...


















Neve anche sulle Alpi Apuane

Dal crinale verso il mare

Verso il crinale

sabato 20 aprile 2013

Un inverno in Appennino

Nei pressi del Passo dell'Ospedalaccio
 
Si sciolgono le ultime nevi sulle cime dell'Appennino Tosco-Emiliano e sulle vette delle Apuane. Ecco alcune foto scattate durante la stagione. Diamo l'arrivederci alla neve...

Versante nord Alpi Apuane


Il Vallone dell'Inferno




Tramonto verso l'Alpe di Succiso




venerdì 29 marzo 2013

Invernale a Monte Acuto

Il crinale appenninico


L'Alpe di Succiso salendo al Lago di Monte Acuto
Classica escursione estiva ma molto bella anche in inverno, anche se se l'anello completo può presentare delle difficoltà in caso di presenza di neve ghiacciata. Raggiungiamo il Rifugio Città di Sarzana come descritto nel precedente post, Anche in inverno la salita è piacevole nel bosco coperto dalla neve e quando arriviamo al limite della vegetazione la vista dell'Alpe di Succiso innevata ci fa pensare a scenari alpini.







Dopo una sosta al rifugio attraversiamo il laghetto ghiacciato e coperto da un soffice manto e iniziamo a salire verso la sella di M.te Acuto. Si raccomanda l'uso di ramponi in caso di neve gelata. Arrivati sul crinale la vista spazia su tutte le vicine vette innevate e sul mare che luccica in lontanza.

Sella di M.te Acuto



Il mare dal cippo di M.te Acuto




Se avete buone conoscenze alpinistiche potete continuare a seguire il sentiero 00 GEA e completare l'anello con il sentiero 659A ridiscendendo al Passo del Lagastrello, altrimenti tornate indietro sul sentiero n. 659.

Tramonto verso Monte Giogo

BUONA PASQUA A TUTTI!

venerdì 15 febbraio 2013

Sopra un mare di nuvole: M.te Argegna (m.1034)


Tramonto verso le Apuane

Altra serie di foto scattate lo scorso gennaio, durante il periodo di alta pressione atmosferica che ha creato lo spettacolare effetto del "mare di nuvole.."

Nuvole rosa verso l'Appennino

Panoramica sul mare di nuvole

Questi scatti sono stati fatti dal Monte Argegna al confine fra Lunigiana e Garfagnana, facilmente raggiungibile anche in automobile. Dal suo pianoro sommitale si può godere di una bellissima vista sul lato nord della catena delle Alpi Apuane, su buona parte delle cime dell'Appennino e arrivare fino al mare della Liguria.

Tramonto dal santuario





Il Monumento alle Brig.Alpine


Qui sorge il Santuario di Nostra Signora della Gurdia, costruito nella seconda metà dell' ottocento e il monumento per i Caduti di Tutte le Guerre: sono stati gli alpini a volerlo proprio in questa posizione, affinché la campana votiva invii i suoi rintocchi in tutta la valle in segno di pace. L'ultima domenica di Agosto vi svolge la tradizionale festa religiosa e fiera delle merci, a cui partecipavano pellegrini provenienti a piedi da tutto il circondario.

Verso la Val di Magra

« Tragge Marte vapor di Val di Magra
ch'è di torbidi nuvoli involuto;
e con tempesta impetüosa e agra »

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inf. XXIV, 144-46)

sabato 2 febbraio 2013

Alla ricerca delle Sorgenti del..Secchia

La conca glaciale del Prataccio
 Classica escursione dell'Appennino Tosco-Emiliano, facile e molto bella anche in inverno con ai piedi un paio di ciaspole. Partendo dal tornante lungo la SS63 del Cerreto in località Lago Lungo, seguiamo la strada chiusa al traffico che porta al Passo dell' Ospedalaccio; è possibile partire anche dal Passo del Cerreto, seguendo il sentiero 00 GEA.

La zona dell'escursione vista dal Passo del Cerreto
 Giunti all'Ospedalaccio ignoriamo le indicazioni  che ci invitano a svoltare a sinistra e continuiamo a seguire l'antica strada che scende verso l'ostello della Gabellina e Collagna. Dopo 10 minuti svoltiamo a sinistra e iniziamo a percorrere il sentiero n.675 che si addentra nel bosco. Questo percorso è preferibile allo 00 in quanto è meno ripido e più agevole in inverno.

Verso l'Alpe di Succiso














Dune di neve




























Dopo un'ora e mezza circa di cammino, arriviamo al Prataccio. Anfiteatro di origine glaciale, era un vecchio pascolo diviso fra le comunità di Camporaghena, Cerreto Alpi e Succiso.Se c'è poca neve o durante l'estate possiamo notare un masso di forma triangolare con scolpite tre croci, rappresentante il confine fra i tre paesi, che all' epoca si trovavano anche in tre diversi stati. Il rigagnolo di acqua che attraversa il prato è il neonato fiume Secchia, affluente del Po, e che nasce in fondo alla conca. Da qui è possibile raggiungere l' Alpe di Succiso, il Passo di Pietratagliata e Monte Alto.

Verso la Val di Magra e il mare

lunedì 17 dicembre 2012

Il Passo dell'Ospedalaccio (m.1280)

Panorama verso M.te Alto e l'Alpe di Succiso
 In un lontano passato percorrere gli attuali sentieri, allora le uniche vie di comunicazione, era una vera e propria avventura e un itinerario che ora richiede poche ore di macchina, durava parecchi giorni. Per fornire un riparo ai viandanti di allora, per lo più pellegrini e commercianti, lungo le vie sorgevano gli "hospitali", luoghi di sosta ed accoglienza per i viaggiatori. Oggi la maggior parte di queste strutture sono scomparse o in rovina, ma le loro tracce rimangono nei toponomi, come il Passo dell'Ospedalaccio.

Dal Passo verso le Alpi Apuane
Antenato dell'attuale Passo del Cerreto, questo antico valico deve il nome all'ospizio medievale di S. Lorenzo delle Cento Croci che, per la sua importanza strategica fra pianura e costa tirrenica, dipendeva direttamente dal monastero di Canossa, allora molto potente per la celebre contessa Matilde. Ma nel XV e XVI secolo le comunicazioni si spostarono su altre direttive e l'ospitale cadde in abbandono e rovina e fu ribattezzato "Ospedalaccio".

Verso il M.te La Nuda

Ma la storia ha lasciato qui un'altra importante testimonianza come il cippo napoleonico sul valico che segnava il confine fra Regno Francese e Regno Cisalpino, entrambi sotto l'impero di Napoleone. Inoltre lungo il sentiero 00 GEA che porta al Passo del Cerreto è possibile osservare alcune opere in muratura, resti di fortificazioni tedesche lungo la linea gotica.

M.te Alto
Oggi il passo è un punto di incrocio di molti sentieri come la "Via modenese" che risale da Sassalbo, da qui passa la GEA che conduce alle Sorgenti del Secchia e al Passo di Pietratagliata, l'antica via per Camporaghena (oggi sentiero n.102) euna comoda strada forestale che scende verso l'Ostello della Gabellina, nel versante emiliano.


Dalla loc. Lago Lungo, sulla strada SS 63 del Cerreto, possiamo raggiungere il valico in 30 minuti. Gita particolarmente consigliata in inverno, magari al pomeriggio, con ai piedi un paio di racchette da neve e in una giornata: sarà possibile ammirare il tramonto del sole nel mare della Liguria, stando in mezzo a dune di neve e cime innevate.

Tramonto verso il mare